{"id":166,"date":"2012-11-24T11:39:08","date_gmt":"2012-11-24T10:39:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.anczagarolosancesareo.it\/?p=166"},"modified":"2012-11-24T11:39:08","modified_gmt":"2012-11-24T10:39:08","slug":"celebrazioni-per-la-virgo-fidelis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.anczagarolosancesareo.it\/?p=166","title":{"rendered":"Celebrazioni per la &#8220;Virgo Fidelis&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Presso la Chiesa Virgo Fidelis in Palestrina via A. De Gasperi, sabato 24 novembre alle ore 17.30 si svolger\u00e0 la celebrazione della \u201cVirgo Fidelis\u201d, Patrona dell\u2019Arma dei Carabinieri, e del 70\u00b0 Anniversario della \u201cBattaglia di Culqualber\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>Da www.carabinieri.it:<\/em><br \/>\nNel 1941, in Africa      Orientale, dopo la caduta di Cheren e dell&#8217;Amba Alagi, le      operazioni militari vennero ad accentrarsi nell&#8217;Amhara, ove il      generale Guglielmo Nasi si era arroccato nel sistema difensivo      costituito dal ridotto centrale di Gondar e da una serie di      capisaldi.<\/p>\n<p>La difesa gondarina ebbe la pi\u00f9 cruenta espressione nella resistenza del caposaldo di Culqualber, che comprendeva la sella omonima, attraversata da una rotabile a tornanti. Il nemico doveva necessariamente transitare da Culqualber per avanzare su Gondar con i reparti corazzati e le artiglierie. Il terreno della difesa era costituito da una serie di alture ad andamento irregolare, con sommit\u00e0 a cono e ad amba, intersecate da profondi burroni, di difficile percorribilit\u00e0.<\/p>\n<p>Il 6 agosto il generale Nasi rinforz\u00f2 la difesa di Culqualber con il 1\u00b0 Gruppo Carabinieri Mobilitato.<\/p>\n<p>Il reparto, articolato su due Compagnie nazionali ed una di zapti\u00e8, aveva combattuto brillantemente sulle alture di Blagir e dell&#8217;Incet Amba, distinguendosi in particolare nella difesa del fortino di Celg\u00e0. Era al comando del maggiore Alfredo Serranti.<\/p>\n<p>Il Gruppo Carabinieri fu destinato ad occupare il \u00abCostone dei Roccioni\u00bb, che si protendeva, con ciglioni a strapiombo, ad Ovest della rotabile verso Gondar, ed il retrostante \u00ab<strong>Sperone del Km. 39<\/strong>\u00bb, il pi\u00f9 avanzato a Sud, dal lato di Dessi\u00e8-Debra Tabor. In tal moto il Gruppo Carabinieri, con il proprio comando al centro di raccordo degli opposti speroni, aveva un occhio sul fronte principale, a Sud, e l&#8217;altro su quello di tergo, a Nord.<\/p>\n<p>Sul Costone dei Roccioni vi era ancora tutto da fare quanto ad apprestamenti difensivi. I Carabinieri, sorretti dalla volont\u00e0 di resistere ad oltranza, vi si dedicarono col massimo impiego. Trassero dai burroni pesanti tronchi d&#8217;albero per rinforzare i ripari, sforacchiarono la roccia e realizzarono sul Costone posti scoglio a feritoie multiple per assicurare continuit\u00e0 di fuoco su tutte le direzioni.<\/p>\n<p>Nel settembre, le formazioni nemiche si erano attestate sul fiume Guarn\u00f2 e sulle alture del Danguri\u00e8, creando una particolare minaccia alle posizioni dei Carabinieri sullo \u00ab<strong>Sperone del km. 39<\/strong>\u00bb. Afflussi nemici si erano manifestati anche nella vallata del Gumer\u00e0 ad interdizione delle comunicazioni con Gondar, per cui il caposaldo di Culqualber era rimasto praticamente isolato ed assediato.<br \/>\nPer alleggerire la pressione nemica furono organizzate varie sortite, durante le quali i Carabinieri garantirono la inviolabilit\u00e0 del caposaldo, intervenendo talvolta per fronteggiare i contrattacchi.<br \/>\nCon l&#8217;assedio, il rifornimento viveri era cessato.<br \/>\nCominci\u00f2 allora il periodo degli stenti: granaglie, biade, mangime per quadrupedi e taff (minutissimo cereale) venivano ridotti, per mezzo di pietre, in grossolana farina che, impastata e cotta tra sassi roventi e brace, costituiva la \u00ab<strong>bargutta<\/strong>\u00bb, cibo principale e spesso unico di ogni pasto.<\/p>\n<p>Ma pi\u00f9 grave della fame si fece la sete. I due fiumiciattoli, l&#8217;Arn\u00f2-Guarn\u00f2 ed il Gumer\u00e0, ai quali il caposaldo aveva sino allora attinto l&#8217;acqua, si trovavano ormai fuori del raggio di azione delle nostre artiglierie ed i rifornimenti costavano perdite.<\/p>\n<p>Rimase accessibile soltanto una minuscola sorgente fuori dalle linee, a lungo contesa con le scimmie. Nelle notti caldo-umide gli asciugamani, appositamente esposti, si bagnavano e fu solo con essi che durante tre mesi venne provveduto alla pulizia personale. Ma via via che le scorte andavano esaurendosi, che le uniformi si strappavano in combattimento o durante il lavoro, la volont\u00e0 di ognuno di resistere ad oltranza diventava pi\u00f9 ostinata.<br \/>\nComunque, il problema del vettovagliamento doveva essere in qualche modo affrontato: fu deciso di procurare i viveri sottraendoli al nemico nel corso di puntate offensive.<br \/>\nLa prima puntata del 18 ottobre, voluta dal comandante della difesa per sondare gli apprestamenti nemici verso Nord e per distruggere quelli in allestimento sull&#8217;altura di Lamb\u00e0 Mariam, a 15 km. circa dalle nostre linee, fu la pi\u00f9 importante e cruenta fra le molte condotte nel corso della resistenza di Culqualber. Essa ebbe il preminente contributo dei Carabinieri e consegui risultati di insperato rilievo per perdite inflitte al nemico, cattura di armi, munizioni, materiali vari, vettovaglie e successo manovriero dei reparti.<br \/>\nSfruttando prontamente gli effetti della sorpresa, i Carabinieri mossero d&#8217;impeto all&#8217;assalto frontale, incalzando i nemici fuggiaschi ed eliminando all&#8217;arma bianca, senza spreco di munizioni, le superstiti resistenze. Lamb\u00e0 Mariam e l&#8217;intero complesso degli apprestamenti e depositi avversari, obbiettivo della puntata, fu presto nelle nostre mani. Un immediato rientro appariva imprudente per la possibilit\u00e0 di contrattacchi, ma il comandante della difesa sapeva di poterlo tentare, facendo perno sulla saldezza dei Carabinieri. Affidate al maggiore Serranti le posizioni occupate, insegu\u00ec con reparti coloniali l&#8217;avversario in rotta, ricacciandolo sin oltre il Gumer\u00e0.<br \/>\nSenonch\u00e9, mentre si riportava a Lamb\u00e0 Mariam, la posizione venne attaccata sul fianco Est da gruppi avversari. I Carabinieri furono pronti a respingere il nemico. Il rientro a Culqualber pot\u00e9 cos\u00ec avvenire con i reparti articolati combattivamente e protetti sul tergo dagli stessi Carabinieri, che operarono alla perfezione bench\u00e9 al termine di una notte di marcia, seguita da una giornata di combattimenti, con morti e feriti barellati e i piedi sanguinanti.<br \/>\nInfatti, non appena il nemico si rivel\u00f2 in fase controffensiva, i Carabinieri lo lasciarono avvicinare, attaccandolo quindi con tiro efficace, per cui non gli fu possibile incunearsi fra i nostri reparti.<\/p>\n<p>Per l&#8217;operazione di Lamb\u00e0 Mariam, i Carabinieri furono premiati con la Menzione Onorevole nel Bollettino del Quartier Generale delle FF.AA. n. 505, che diede atto della brillante vittoria riportata in condizioni estremamente delicate, con lievi perdite nostre (36 caduti e 31 feriti), ma gravi per il nemico.<\/p>\n<p>L&#8217;efficace operazione consent\u00ec al caposaldo di Culqualber un temporaneo respiro dalla pressione avversaria; inoltre, il bottino di viveri miglior\u00f2 per diverso tempo il razionamento e rese con ci\u00f2 possibile l&#8217;ulteriore resistenza.<br \/>\nMa la tregua fu di breve durata.<\/p>\n<p>Nei giorni successivi affluirono reparti corazzati e rinforzi nemici d&#8217;ogni genere, nonch\u00e9 decine di migliaia di irregolari al comando di ufficiali britannici.<br \/>\nCominciarono allora i lanci di manifestini e le insistenti intimazioni di resa, intervallate da formidabili concentramenti d&#8217;artiglieria e da bombardamenti aerei. Pi\u00f9 volte si fece avanti una camionetta con bandiera bianca, sempre respinta. Altre volte il nemico invi\u00f2 al caposaldo sacerdoti copti nella speranza di far breccia sui difensori ed ottenerne la resa. Ma il comandante della difesa rinvi\u00f2 i messaggeri, avvertendoli che la risposta gli inglesi l&#8217;avrebbero avuta soltanto dalle armi.<\/p>\n<p>Dal 21 ottobre il nemico mise in continua azione tutti i mezzi offensivi. Nessun movimento fu pi\u00f9 possibile in superficie; di notte il terreno veniva spazzato con tiri predisposti; di giorno si aggiungeva la giostra degli aerei col loro implacabile martellamento.<\/p>\n<p>Il 2 novembre fu distrutto l&#8217;ospedaletto da campo e fu sconvolto il cimitero. Sul far del 5 novembre un poderoso attacco venne infranto sugli spalti meridionali del caposaldo, specie ad opera della 1a Compagnia Carabinieri, alla quale il comandante della difesa tribut\u00f2 il 6 novembre il seguente encomio:<br \/>\n\u00ab<em>Dislocata alle opere avanzate del pi\u00f9 minacciato settore della difesa di Gulqualber si segnalava per incessante eroica combattivit\u00e0, frustrando di giorno e di notte ripetuti attacchi anglo-ribelli, svolgendo ardita e fruttuosa attivit\u00e0 di pattuglia, spinta talora sin entro il dispositivo nemico e fornendo, con la sua saldezza spirituale, piena garanzia d&#8217;integrit\u00e0 dei caposaldo sul fronte affidatole. Attaccata verso l&#8217;alba del 5 corrente da forze pi\u00f9 volte superiori di numero, usciva con ben usufruito concorso della artiglieria presidiaria, il perfetto sfruttamento dei faticati apprestamenti difensivi e la felice condotta tattica della propria reazione &#8211; a respingere il nemico, cui infliggeva perdite particolarmente gravi, sventando cos\u00ec una seria minaccia alla complessiva difesa del caposaldo<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Il 12 novembre il 1\u00b0 Gruppo Carabinieri era in linea, nelle posizioni chiave della difesa: sul fronte Sud, con la 1a Compagnia, sul fronte Nord, con la 2a Compagnia e la Compagnia zapti\u00e8. La notte ebbe inizio la battaglia che nel disegno nemico doveva consentirgli di forzare il valico di Culqualber e che invece si concluse, la sera del 13, con una nostra piena vittoria difensiva. Carabinieri e zapti\u00e8 opposero un argine insormontabile proprio sul Costone dei Roccioni, per il quale l&#8217;avversario sperava di penetrare nel caposaldo.<\/p>\n<p>All&#8217;attacco del Gruppo Bande Uollo (mercenari al soldo degli inglesi) i Carabinieri dovettero reagire all&#8217;arma bianca. Meno difficile riusc\u00ec invece rigettare dal Costone, su cui avevano posto piede grazie al possente appoggio d&#8217;artiglieria, reparti regolari sudanesi e kikuyu, presto indotti a cercare scampo nei burroni dall&#8217;incalzare impetuoso dei Carabinieri.<\/p>\n<p>Fra assalti e contrassalti, nel corso dei quali i posti scoglio, anche se superati, continuavano a resistere, i militari dell&#8217;Arma restarono infine padroni delle loro posizioni. Del nemico, che aveva qua e l\u00e0 sfondato, rimanevano soltanto i caduti, frammisti purtroppo a decine di carabinieri.<br \/>\nVerso le 17 l&#8217;avversario, perduta ogni speranza di superare le nostre difese, desistette dall&#8217;attacco e sgombr\u00f2 perfino talune alture antistanti, quali il Culibliv\u00e0 e l&#8217;Hulet Amba, prima presidiate.<br \/>\nInnanzi alle posizioni della 2a Compagnia Carabinieri il maggiore Serranti cont\u00f2 156 caduti avversari. Triste risultato per il nemico che, come da ordini rinvenuti indosso ad un soldato ucciso, aveva stabilito di far consumare il vitto alla truppa, a mezzogiorno del 13, sull'&#8221;<strong>Amba<\/strong>&#8221; di <strong>Culqualber<\/strong>.<br \/>\nIl comandante della difesa tribut\u00f2 un encomio alla 2a Compagnia Carabinieri dislocata sul Costone dei Roccioni: &#8220;<em>Contro forze dieci volte superiori per numero e per armamento che l&#8217;attaccavano violentemente per undici ore, reagiva con aggressivit\u00e0, sangue freddo, illimitato coraggio, riuscendo vittoriosa nell&#8217;impari lotta&#8230;<\/em>&#8221;<\/p>\n<p>La notte del 14 il nemico rimase inattivo, consentendo cos\u00ec ai nostri di soccorrere i feriti e tumulare i caduti, compresi quelli avversari, il cui gran numero impose non lievi fatiche e severe misure profilattiche. La tregua imprevista permise anche la confezione di bargutta calda.<br \/>\nNei giorni successivi invece il nemico reiter\u00f2 rabbiosi attacchi, riuscendo a forzamenti parziali, eliminati sempre con tempestivi contrattacchi, ben accompagnati dalla nostra artiglieria e contrastati a volte con la lotta corpo a corpo. Talora si facevano sotto carri armati ed autoblindo, che per\u00f2 venivano arrestati dallo scoppio di ordigni esplosivi azionati a comando dai posti d&#8217;osservazione.<\/p>\n<p>Dal giorno 18 novembre l&#8217;azione aerea avversaria assunse proporzioni insostenibili, data la ristrettezza del settore. Squadriglie di ogni tipo si alternavano senza sosta, attaccavano in picchiata, spazzavano tutto in superficie. Ben nove aerei furono abbattuti dal tiro delle mitragliatrici. Ormai i difensori vivevano esclusivamente nei camminamenti ed in trincea, da cui uscivano solo per i contrassalti.<br \/>\nMalgrado la sete e la fame, nonostante le lotta massacrante e le sempre minori probabilit\u00e0 di vittoria, mai si verificarono nei militari dell&#8217;Arma casi di crisi morale. Alcuni, impazienti, si offrivano volontari per rischiosi servizi di pattuglia fra lo schieramento avversario: primo fra tutti il carabiniere <strong>Penzo Poliuto<\/strong>, autore di gesta leggendarie nell&#8217;intero corso della resistenza, divenuto cieco per azioni di guerra (<strong>Medaglia d&#8217;Oro al Valor Militare<\/strong>).<\/p>\n<p>Nella giornata del 20 ben 57 velivoli avversari presero letteralmente d&#8217;assalto gli elementi difensivi del Caposaldo. Lo schieramento nemico era andato ancor pi\u00f9 potenziandosi. Centinaia di camionette defluivano da Ambaciara e, per piste affiancate, serravano sotto la sella di Culqualber, mentre i reparti corazzati cercavano punti valicabili, ostacolati dalla natura del terreno e dal tiro dei difensori.<br \/>\nAlle 3 del mattino del 21 novembre l&#8217;offensiva si scaten\u00f2 con rabbiosa risolutezza. Il Caposaldo fu contemporaneamente investito da Nord, da Sud e perfino dalle impervie provenienze da Est e da non meno di 20 mila assalitori delle pi\u00f9 svariate unit\u00e0.<br \/>\nI carri armati precedevano le schiere per aprire varchi, gli aerei spezzonavano e mitragliavano, artiglierie e bombarde lanciavano proiettili con ritmo vertiginoso.<br \/>\nSugli opposti costoni dei &#8220;<strong>Roccioni<\/strong>&#8221; e del \u00abKm. 39\u00bb, punti nevralgici della battaglia, i Carabinieri della 2a e della 1a Compagnia e della Compagnia zapti\u00e8 sviluppavano una formidabile reazione di fuoco incrociato. Sullo sperone del &#8220;<strong>km. 39<\/strong>&#8221; &#8211; dove il fronte, inizialmente ritenuto principale, aveva usufruito di maggiori mezzi d&#8217;apprestamento &#8211; i Carabinieri della 1a Compagnia non abbandonarono neppure un palmo di terreno fino a che, attaccati da tergo dal nemico ormai padrone del Caposaldo, si difesero con furiosi corpo a corpo, nei quali quasi tutti perdettero la vita.<\/p>\n<p>Ben altre vicende si svolsero sul Costone dei Roccioni, dove i Carabinieri ripetutamente sopraffatti, avevano dovuto pi\u00f9 volte riprendere le posizioni coadiuvati dai contrattacchi del comandante della difesa.<br \/>\nFu un succedersi di azioni alterne, durante le quali i Carabinieri, con bombe a mano o a colpi di baionetta, ripristinavano, volta per volta, le posizioni perdute.<br \/>\nAd un certo punto per\u00f2, proprio quando la difesa non disponeva pi\u00f9 di uomini per rimpiazzare i caduti, il nemico lanci\u00f2 sullo sconvolto costone nuove forze, sostenute da carri armati penetrati nei valloni laterali e da un massiccio fuoco d&#8217;artiglieria. Il nuovo attacco determin\u00f2 l&#8217;irreparabile, essendo ormai ridotti i difensori ad uno sparuto gruppo di superstiti.<br \/>\nIl maggiore Serranti, che era stato ferito e perdeva sangue, si rifiut\u00f2 di lasciarsi medicare. Disse che la sua presenza galvanizzava i Carabinieri, stimolandoli a persistere nella lotta. Ed i Carabinieri difatti si fecero tutti uccidere piuttosto che cedere.<br \/>\nIntorno al loro comandante, che dava un cos\u00ec alto esempio di virt\u00f9 militari, essi lottarono con tutte le forze ed ancor pi\u00f9 quando videro far di lui scempio da parte del nemico. Il maggiore era ormai morente quando una baionetta gli squarci\u00f2 l&#8217;addome. Alla sua Memoria venne poi concessa la Medaglia d&#8217;Oro al Valor Militare.<\/p>\n<p>Il Costone dei Roccioni divenne cos\u00ec la \u00abvia dei cadaveri\u00bb sui quali il vincitore pass\u00f2, raggiunse il cuore del caposaldo, soverchi\u00f2 il gruppo di superstiti e spense l&#8217;ultima resistenza.<br \/>\nLa caduta del caposaldo di Culqualber fu comunicata agli italiani con il Bollettino delle FF.AA. n. 539 del 23 novembre 1941: \u00ab <em>&#8230; gli indomiti reparti di Culqualber-Fercaber, dopo aver continuato a combattere anche con le baionette e le bombe a mano, sono stati infine sopraffatti dalla schiacciante superiorit\u00e0 numerica avversaria. Nell&#8217;epica difesa si \u00e8 gloriosamente distinto, simbolo del valore dei reparti nazionali, il Battaglione Carabinieri, il quale, esaurite le munizioni, ha rinnovato sino all&#8217;ultimo i suoi travolgenti contrattacchi all&#8217;arma bianca. Quasi tutti i Carabinieri sono caduti<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Per l&#8217;epica resistenza di Culqualber la Bandiera dell&#8217;Arma \u00e8 stata insignita di una seconda Medaglia d&#8217;Oro al Valor Militare con la seguente motivazione:<\/p>\n<p>\u00ab<em>Glorioso veterano di cruenti cimenti bellici, destinato a rinforzare un caposaldo di vitale importanza, vi diventava artefice di epica resistenza. Apprestato saldamente a difesa l&#8217;impervio settore affidatogli, per tre mesi affrontava con indomito valore la violenta aggressivit\u00e0 di preponderanti agguerrite forze che conteneva e rintuzzava con audaci atti controffensivi contribuendo decisamente alla vigorosa resistenza dell&#8217;intero caposaldo, ed infine, dopo aspre giornate di alterne vicende, a segnare, per ultima volta in terra d&#8217;Africa, la vittoria delle nostre armi.<br \/>\nDelineatasi la crisi, deciso al sacrificio supremo, si saldava graniticamente agli spalti difensivi e li contendeva al soverchiante avversario in sanguinosa impari lotta corpo a corpo nella quale comandante e carabinieri fusi in un solo eroico blocco simbolico delle virt\u00f9 italiche, immolavano la vita perpetuando le gloriose tradizioni dell&#8217;Arma<\/em>\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presso la Chiesa Virgo Fidelis in Palestrina via A. De Gasperi, sabato 24 novembre alle ore 17.30 si svolger\u00e0 la celebrazione della \u201cVirgo Fidelis\u201d, Patrona dell\u2019Arma dei Carabinieri, e del 70\u00b0 Anniversario della \u201cBattaglia di Culqualber\u201d Da www.carabinieri.it: Nel 1941, in Africa Orientale, dopo la caduta di Cheren e dell&#8217;Amba Alagi, le operazioni militari vennero <a href='https:\/\/www.anczagarolosancesareo.it\/?p=166' class='excerpt-more'>[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.anczagarolosancesareo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.anczagarolosancesareo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.anczagarolosancesareo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.anczagarolosancesareo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.anczagarolosancesareo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=166"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.anczagarolosancesareo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":167,"href":"https:\/\/www.anczagarolosancesareo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/166\/revisions\/167"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.anczagarolosancesareo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=166"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.anczagarolosancesareo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=166"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.anczagarolosancesareo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=166"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}